VIDEOPERCORSI per GENITORI

video

Il Tavolo Genitori ASVa  presenta una serie di Video Percorsi per i genitori che vogliono collaborare con la scuola dei propri figli in modo propositivo e preparato. Sono moduli di una o più lezioni, di breve durata e realizzati per rendere l’esperienza di apprendimento più semplice ed intuitiva possibile.  Si dividono in Formativi (con rilascio di attestato al superamento delle varie sezioni) ed Informativi (trasmettere le conoscenze necessarie per un determinato ruolo). Come per tutti i corsi del Tavolo Genitori Asva, utilizzare correttamente nella pratica quotidiana le informazioni acquisite sono l’elemento portante del nostro lavoro.   I corsi SONO COMPLETAMENTE GRATUITI!

Link ai video percorsi di (in)formazione:Video Percorsi

Annunci

La nuova maturità

A seguire riportiamo il comunicato stampa del MIUR riferito alla nuova organizzazione del prossimo esame di maturità.

Due prove scritte invece di tre, più l’orale. Più attenzione al percorso svolto dai ragazzi nell’ultimo triennio, con un punteggio maggiore assegnato al credito scolastico. Griglie di valutazione nazionali per la correzione delle prove scritte.

Sono alcune delle novità dell’Esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di II grado, che entrano in vigore da quest’anno scolastico, illustrate nella circolare che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato oggi alle scuole, per dare un quadro chiaro a docenti e studenti.

Con la circolare sono stati inviati alle scuole anche altri due importanti allegati operativi: Il Documento di lavoro elaborato da una commissione di esperti guidata dal linguista Luca Serianni per la preparazione delle tracce della prima prova scritta, italiano, e le Indicazioni per l’elaborazione delle griglie di correzione delle due prove scritte.

Le indicazioni per la prima prova, in particolare, sono pensate per chi dovrà costruire le tracce nazionali, ma anche per il lavoro che dovranno svolgere in classe i docenti alla luce di alcune novità che vengono introdotte da quest’anno.

“Accompagneremo le scuole e i ragazzi verso il nuovo Esame – sottolinea il Ministro Marco Bussetti, che ha lanciato la circolare con un video sul suo profilo Facebook -. Quella di oggi è una circolare con le prime indicazioni operative. Ci saranno poi momenti di formazione per gli insegnanti e le commissioni e, attraverso i canali di comunicazione del Ministero, sito e social, ci rivolgeremo anche a studenti e famiglie. Quando un Esame cambia, bisogna stare al fianco della scuola e di chi quella prova deve superarla per fornire tutti i chiarimenti che servono. Lo faremo con altre indicazioni, video esplicativi, interventi di esperti. Vogliamo che ogni novità sia accompagnata da azioni specifiche di supporto. E ai ragazzi dico: se avete domande fatevi avanti, anche sui social, risponderemo ai vostri dubbi”.

I requisiti di accesso all’Esame:
Quest’anno non saranno requisito di accesso né la partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova nazionale INVALSI, né lo svolgimento delle ore di Alternanza Scuola-Lavoro, come previsto dal decreto cosiddetto Milleproroghe, recentemente approvato in Parlamento. Per poter essere ammessi alle prove bisognerà aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore previsto, avere il 6 in ciascuna disciplina, avere la sufficienza nel comportamento. Il Consiglio di classe potrà deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto, ma dovrà motivare la propria scelta.

Il credito scolastico:
Il voto finale continuerà ad essere espresso in centesimi. Ma da quest’anno si darà più peso al percorso di studi: il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100, invece degli attuali 25. Per chi fa l’Esame quest’anno ci sarà un’apposita comunicazione, entro gli scrutini intermedi, sul credito già maturato per il terzo e quarto anno, che sarà convertito in base alle nuove tabelle.

Le prove d’Esame e il punteggio finale:
Le prove scritte passano da tre a due. La prima prova scritta, italiano, in programma il prossimo 19 giugno, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche delle studentesse e degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

Le tre tipologie di prova (invece delle quattro attuali) saranno: tipologia A (due tracce) – analisi del testo, tipologia B (tre tracce) – analisi e produzione di un testo argomentativo, tipologia C (due tracce) – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.  Per l’analisi del testo la novità principale riguarda il numero di tracce proposte: gli autori saranno due, anziché uno come accadeva fino ad ora. Questo per coprire ambiti cronologici, generi e forme testuali diversi. Potranno essere proposti testi letterari dall’Unità d’Italia a oggi.

L’analisi e produzione di un testo argomentativo (tipologia B) proporrà ai maturandi un singolo testo compiuto o un estratto da un testo più ampio, chiedendone l’interpretazione  seguita da una riflessione dello studente. La tipologia C, il ‘vero e proprio’ tema, proporrà problematiche vicine all’orizzonte delle esperienze di studentesse e studenti e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione.

La seconda prova scritta del 20 giugno riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio. Con la circolare inviata oggi si forniscono alle scuole le prime indicazioni sulla seconda prova, con una novità: saranno previste, secondo la nuova normativa vigente, griglie nazionali di valutazione che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa. Le griglie ci saranno anche per la correzione della prova di italiano.

Il punteggio finale sarà in centesimi. Si parte dal credito scolastico (fino a 40 punti). Alla commissione spettano poi fino a 60 punti: massimo 20 per ciascuna delle due prove scritte e 20 per il colloquio. Il punteggio minimo per superare l’esame resta fissato in 60 punti. La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.

A gennaio saranno comunicate agli studenti le materie della seconda prova. A febbraio, con largo anticipo rispetto al passato, sarà pubblicata l’ordinanza relativa agli esami di Stato.

Si al panino a scuola

La decisione del Consiglio di Stato nasce a seguito del fatto che il comune di Benevento si era opposto alla richiesta di circa 50 tra mamme e papà di un istituto locale, che chiedevano di consumare a scuola i pasti preparati a casa. A seguito dei vari ricorsi susseguitesi ecco il pronunciamento ovvero che un regolamento comunale non può vietare la libertà delle famiglie in tema alimentare né l’autonomia dei presidi.
Gli alunni potranno portare a scuola il pasto da casa, sia che si tratti di un panino, di un piatto freddo o caldo.
La sentenza del Consiglio di Stato ha validità nazionale, quindi d’ora in avanti le famiglie che non ritengono valida l’offerta alimentare della mensa scolastica, o che non possono permettersi il costo di questo servizio, potranno optare per il pranzo fai-da-te.
La decisione del Consiglio di Stato è in linea con la circolare n. 348 del 3 marzo 2017 del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), in cui però viene anche specificato che nel caso in cui ci siano studenti che portano il cibo da casa è compito dei dirigenti scolastici dettare determinate regole igieniche da seguire e “adottare una serie di consequenziali cautele e precauzioni”

Consuntivo del nostro anno scolastico

Ci stiamo avvicinando alla fine dell’anno scolastico e come sempre desideriamo condividere con voi le ultime notizie sul lavoro che il Tavolo Genitori ASVA ha svolto. In vari momenti siamo intervenuti in diverse scuole per aiutare i genitori nella costituzione di Comitati Genitori e/o di Associazione Genitori. Abbiamo suggerito il coinvolgimento di esperti per poter organizzare incontri di formazione ai genitori sul cyberbullismo, su necessità e modalità educative e nei rapporti con i figli adolescenti. Siamo contenti del lavoro svolto in alcune scuole in aiuto ai genitori nel comprendere il loro ruolo istituzionale.

Ancora una volta però dobbiamo far notare che tante buone pratiche e tante modalità operative imparate e apprese negli anni, non sono state poi trasmesse ai genitori che entravano ad operare nelle varie scuole. Purtroppo siamo dovuti intervenire anche in alcune situazioni di contenzioso tra genitori e la dirigenza, tra genitori e la segreteria, tra genitori rappresentanti di Classe e Presidenti del Consiglio di Istituto.

Tutto questo, abbiamo notato, era dovuto alla non conoscenza del proprio ruolo e dei compiti in relazioni ad altri. Informazioni, regole e buone prassi di collaborazione che pensavamo consolidati in molte realtà sono state accantonate e altri hanno subito le conseguenze e le difficoltà.

Questo ci rammarica perché da anni suggeriamo che i genitori nella scuola debbano essere formati e le competenze acquisite vanno condivise con chi subentra.

Nell’assemblea dei dirigenti di alcuni anni fa 26-05-2011 abbiamo concordato alcune tappe che dovevano avere luogo in ogni istituto scolastico all’inizio di ogni anno scolastico, ovvero l’organizzazione degli incontri di accoglienza dei genitori delle classi prime dei vari ordini di scuola.

L’informazione sul ruolo dei rappresentanti di classe e l’accoglienza dei nuovi rappresentanti di classe eletti, gestito dal Presidente del Consiglio d’Istituto con l’aiuto del Dirigente e dei componenti il Comitato Genitori vanno realizzati in modo che si consolidi una rete di genitori che sostenga e protegga l’andamento scolastico nel suo insieme. Quella conquista che è stata sancita in quella assemblea non è comunque cosa che viene realizzata “in automatico” nelle scuole.

Con questa nostra vogliamo sollecitare ciascuno di voi, nel prossimo anno scolastico, a farsi pungolo e sostenitore di questa buona prassi. Informate il vostro Presidente del Consiglio di Istituto o chiedete direttamente al vostro Dirigente scolastico di dar vita a questa nobile opportunità. La scuola non ha il compito di formare ed organizzare al meglio la presenza dei genitori nella scuola. Come abbiamo notato negli anni, se lasciate nel vago ed al caso molte responsabilità non vengono realizzate e di conseguenza non portano risultati; anzi a volte creano situazioni di tensione ed anche di conflittualità che potrebbero essere evitate o gestite in modo diverso. Vogliamo per questo sollecitare tutti voi e i attraverso di voi gli altri genitori della vostra scuola di prendere visione di questo nostro blog. Qui si trovano i corsi informativi e indicazioni sul ruolo dei genitori nella scuola.

Giornata mondiale dei genitori

Ricordo a tutti voi che il 1° giugno di ogni anno è la data dichiarata dall’ONU dedicata ai genitori https://fopagsva.com/2013/05/29/1-giugno-2013-giornata-mondiale-dei-genitori-indetta-dallonu/ per cui vi sollecito ad organizzare qualcosa per farla conoscere e celebrarla o, in mancanza d’altro, condividete l’informazione con i genitori della vostra scuola. Sappiamo che siete impegnati in molte attività scolastiche di fine anno, quali feste o saggi o competizioni, per cui rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi necessità.

Un ulteriore punto di contatto con il Tavolo Genitori ASVA è la pagina Facebook che trovate a questo indirizzo https://www.facebook.com/TGASVAgenerale/

Mauro Sarasso – coordinatore Tavolo Genitori ASVA

Giornata Europea dei Genitori e della Scuola: un successo

Nonostante la giornata metereologicamenete avversa, oltre 150 tra docenti, genitori ed educatori hanno partecipato alla manifestazione organizzata da FoPAGS Varese con il consueto forte contributo del Tavolo Genitori dell’ASVA.

Da segnalare l’intervento di Pier Cesare Rivoltella (caratterizzato da tre passaggi ed una premessa) uno dei relatori più attesi che qui brevemente riassumiamo.

I passaggi sono stati:

  • Come è cambiato il paesaggio dei media. Comune riflessione sintetica sul paesaggio in cambiamento. La realtà dei media oggi con le sue caratteristiche peculiari.
  • Come questo cambiamento sollecita determinate attenzioni educative. Individuazione delle principali attenzioni educative cioè di quelle variabili che se non tenute adeguatamente sotto controllo possono generare problemi.
  • A seguito delle attenzioni educative individuate, quali possono essere le possibili piste di lavoro per la scuola e soprattutto per la famiglia

La premessa al suo interno si è articolata in 3 ulteriori passaggi:

  • I genitori fanno danno non perché sono dentro ma perché sono fuori della scuola. Essere fuori vuol dire non coltivare una logica di partecipazione e corresponsabilità educativa. Se si è fuori diventa poi più facile farsi presente nella forma di iperprotezione, nella forma della rivendicazione, nella forma del giudizio di inadeguatezza nei confronti dell’insegnante. Se il genitore fosse dentro per condividere, gli consentirebbe di riallinearsi. Uno dei più grossi problemi che oggi la scuola sconta è il venir meno dell’alleanza educativa con i genitori perché i genitori non sono più partecipi dentro la scuola. Ne sono usciti. Proprio a seguito di questo poi fanno danno…
  • Presentazione del convegno sull’ultimo rapporto del CISF sullo stato della famiglia oggi in Italia. Il tema di quest’ultimo rapporto è stato Le relazioni famigliari al tempo delle reti digitali ovvero come la presenza dei media ridefinisce le relazioni all’interno della famiglia
  • Dato che le evidenze neuro scientifiche sono importanti da tenere in considerazione, vengono proposte alcune rapide sottolineature:
    1. Se si porta in scuola tecnologia sperando che i ragazzi apprendano meglio, la neuroscienza dice che non ci sono evidenze a supporto di questo fatto. Una migliore efficacia degli apprendimenti non dipende dall’aggeggio hardware ma casomai da quello che il dispositivo mette in condizione l’insegnante di predisporre come nuovo tipo di relazione con lo studente. Avere davanti uno schermo di un tablet al posto di una pagina di un libro, da un punto di vista del miglioramento dell’apprendimento non da nessun risultato.
    2. Prima dei 3 anni niente schermi digitali in mano al bambino. Prima dei tre anni ma generalmente prima dei sei anni non conta il contenuto, ma conta la forma, l’impatto comunicativo, il ritmo con cui sono montate le immagini, il colore, la iperstimolazione. Quindi che il contenuto sia educativo e diseducativo poco importa. A quell’età il mezzo è il messaggio e non il contenuto

Questi media digitali stanno quindi trasformando il cervello dei ragazzi? Siamo di fronte ad un uomo Sapiens Digitalis? Assolutamente no! Niente mutazioni genetiche in corso, ma siccome il cervello è plastico e si modifica in relazione ai condizionamenti ambientali che subisce e siccome è assodato dalla ricerca  scientifica che questi condizionamenti ambientali hanno anche la possibilità di attivare disposizioni silenti nel corredo genetico (epigenetica) è evidente che il cervello esposto costantemente ai media digitali ha una plasticità, una organizzazione sinaptica che finisce per attivare tutta una serie di disposizioni che non attiverebbe se non fosse esposto ai media digitali. In generale i condizionamenti ambientali a cui siamo esposti modificano la nostra organizzazione sinaptica e di conseguenza anche i media digitali lo fanno;  colui che è esposto in maniera forte e per molto tempo a quel tipo di condizionamento ambientale andrà maturando una certa organizzazione celebrale che non significa che poi la trasmetta geneticamente ai propri figli o che lui sia il primo caso di una nuova specie in via di apparizione.

E’ possibile da ultimo accreditare una correlazione tra l’esposizione alle immagine di questi media e la modificazione del ritmo dell’attenzione. L’economia dell’attenzione si modifica  attraverso un uso persistente, costante, smodato dei media digitali.  Ma non è la sola causa. Anche il ritmo (multitasking) di vita ha le sue responsabilità. Infatti se nei primi anni di vita l’agenda del bambino è fitta come quella di un imprenditore è chiaro che è l’organizzazione stessa dell’esistenza del bambino e non solo i media digitali che predispongono la sua attenzione a non abituarsi ad essere fissato su una cosa per volta prendendosi il tempo per fare le cose per bene. Dicono gli studiosi che una caratteristica del nostro sistema di vita attuale e della nostra vita dentro le organizzazioni è quella di essere costretti costantemente a prendere decisioni senza aver potuto prendersi il tempo per fare un’analisi sufficiente a sostegno di queste decisioni. Decidiamo quasi sempre senza conoscenza, o senza conoscenza compiuta, perché siamo sempre in ritardo. Il bambino che cresce in questo ambiente di vita lo respira fin da piccolo: non possiamo quindi chiedergli di essere rilassato e di portare la sua attenzione su una cosa per volta, E’ dopato da questo sistema di vita. Non è quindi solo colpa dei media digitali, ma certo i media digitali concorrono….