VIDEOPERCORSI per GENITORI

Noi del Tavolo Genitori ASVa abbiamo costruito i nostri videopercorsi partendo dal basso per rendere la vostra esperienza di apprendimento più semplice e intuitiva possibile. Ora con questa nuova soluzione sarà possibile  guardare video direttamente dal vostro telefonino e tablet. Con l’app Udemy (Android o iPhone) o tramite i link al nostro canale YOUTUBE si potranno seguire o rivedere le lezioni ….  ogni volta che lo vorrete.   I corsi SONO COMPLETAMENTE GRATUITI!

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PRIMO VIDEOPERCORSO PER RAPPRESENTANTI DI CLASSE

Il video percorso intende fornire le nozioni teoriche e pratiche utili per affrontare in modo migliore le attività istituzionali alle quali i genitori possono partecipare nonché offrire momenti d’incontro e confronto tra genitori impegnati nei diversi ambiti. Far parte di un’organizzazione come quella scolastica, diventata complessa ed articolata, non è certamente cosa di tutti i giorni, soprattutto per dei genitori che nella loro giornata svolgono attività molto diverse.  Servono quindi più competenze.  Competenze che possono essere acquisiste solo attraverso la conoscenza della propria figura e dell’organizzazione in cui ci si ritrova ad operare.

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Vademecum genitori: gli Organi Collegiali Scolastici

E’ la formazione lo strumento principe per l’emancipazione dei rappresentanti di classe e di Istituto dal ruolo marginale ricoperto finora. Formazione da genitori a genitori. Aiutare il genitore a capire il suo ruolo con una formazione continua, puntuale e precisa. Formazione fatta di esperienza vissuta sul campo.

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Accoglienza dei Genitori delle classi prime nelle scuole di ogni ordine e grado

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Accoglienza dei Genitori nella scuola dell’infanzia

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Accoglienza dei Genitori nella scuola Primaria

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Accoglienza dei Genitori nela scuola Secondaria

Dedicare del tempo ad accogliere le nuove persone che entrano nella scuola è un investimento per i futuri rapporti scuola-genitori che potranno essere vissuti in modo diverso soprattutto nei momenti di difficoltà.  Accoglienza quindi non solo ai nuovi allievi neo iscritti ma anche ai genitori che li accompagnano e che li seguiranno negli anni a venire.

Ordinanza Ministeriale 21 maggio 2001, n. 90

Art.24
Esami integrativi

1. Gli alunni ed i candidati promossi in sede di scrutinio finale o di esami di idoneità a classi di istituti di istruzione secondaria superiore possono sostenere, in un’apposita sessione speciale e con le modalità di cui ai precedenti articoli, esami integrativi per classi corrispondenti di scuola di diverso ordine, tipo o indirizzo su materie o parti di materie non comprese nei programmi del corso di studio di provenienza. Detta sessione deve avere termine prima dell’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo.

2. Gli alunni che non hanno conseguito la promozione o l’idoneità alle classi suindicate possono sostenere in scuole di diverso ordine, tipo o indirizzo, esami integrativi soltanto per classe corrispondente a quella frequentata con esito negativo; analogamente i candidati esterni che non hanno conseguito l’idoneità possono sostenere gli esami integrativi soltanto per classe corrispondente a quella cui dà accesso il titolo di studio posseduto.

3. A norma dell’art.5 del decreto del Presidente della Repubblica n.323/1999, gli alunni promossi al termine del primo anno, che chiedono di essere iscritti alla seconda classe di altro indirizzo di studi, non sostengono le prove integrative di cui all’art.192 del decreto legislativo n.297/1994. L’iscrizione a tale classe avviene previo colloquio presso la scuola ricevente, diretto ad accertare gli eventuali debiti formativi, da colmarsi mediante specifici interventi da realizzarsi all’inizio dell’anno scolastico successivo.

4. L’ammissione agli esami integrativi previsti dai precedenti commi primo e secondo, per la frequenza di classi di istituto professionale, è limitata ai corsi di qualifica e prescinde dal requisito dell’attività lavorativa.

5. Gli alunni dei licei artistici e degli istituti d’arte, che intendano passare da una sezione all’altra, sostengono prove integrative su materie o parti di materie non comprese nei programmi della sezione di provenienza.

6. I candidati in possesso di diploma di qualifica o di promozione a una classe intermedia di un corso di qualifica possono proseguire gli studi in altro corso di qualifica, previ esami integrativi su materie o parti di materie non seguite nel corso di provenienza.

Risposta MIUR

In riferimento al quesito  per il  PASSAGGIO AD ALTRI INDIRIZZI DI STUDIO IN CORSO D’ANNO in conseguenza della riforma della Buona Scuola, a seguire la risposta Ufficale dell’Ufficio MIUR delegato:

rispostamiur

Senza PASSERELLA che Buona Scuola sarà?

Come hanno già segnalato molti genitori che ci seguono, nella Buona Scuola del Governo Renzi, “Manca incredibilmente” all’interno della recente riforma dell’istruzione secondaria di secondo grado, la disposizionee  che legittimava il passaggio degli studenti, in corso d’anno, ad altri indirizzi di studio. Situazione questa molto spesso correlata ad un orientamento inadeguato e che, se non utilizzata, finiva con l’aumentare la già alta dispersione scolastica. Abbiamo pertanto preso carta e penna e scritto la seguente missiva ai responsabili degli organi preposti.

Egr.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Palazzo Chigi – Piazza Colonna, n. 370
ROMA – 00187
matteo@governo.it, presidente@pec.governo.it

Spett.le
MINISTERO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Viale Trastevere, n. 76/A
ROMA – 00153
stefania.giannini@senato.it,

e p.c. Egr. Sig.
Dott. Davide Faraone
segreteria.faraone@istruzione.it
e p.c. Egr. Sig.
Dott. Alessandro Fusacchia
Segreteria.cdg@istruzione.it
e p.c. Gent.le Sig.ra
Dott.ssa Rosa DE PASQUALE
DPIT.segreteria@istruzione.it
e p.c. Gent.le Sig.ra
Dott.ssa Carmela PALUMBO
DGOS.segreteria@istruzione.it

 

OGGETTO: PASSAGGIO AD ALTRI INDIRIZZI DI STUDIO IN CORSO D’ANNO

 

Egr. Presidente del Consiglio dei Ministri ed Egr. Ministro,

formuliamo la presente nella nostra qualità di Consiglieri del Direttivo del Tavolo Genitori, istituito all’interno dell’associazione ASVA (Associazione Scuole Varese).

Siamo un gruppo di genitori fortemente motivati, operanti da molto nel mondo della scuola con un sincero spirito di volontariato e con un vivace interesse.

Alcuni di noi sono impegnati nell’ambiente scolastico da oltre vent’anni, con incarichi di Presidente di Consiglio d’Istituto, Presidenti di Associazioni e/o Comitati Genitori, membri di organi collegiali scolastici, ecc.. .

Il nostro operato in seno alle scuole si fonda non solo sullo svolgimento diretto e personale di compiti all’interno dei singoli istituti dei nostri figli, ma anche, e soprattutto, sulla costante ricerca di attivare una rete ed una sempre maggior partecipazione dei genitori nella scuola; genitori da noi rappresentati e con i quali ci confrontiamo costantemente, così da realizzare una presenza sempre più omogenea e  qualificata delle famiglie nel mondo scolastico, proprio con l’obiettivo di realizzare positive e durevoli sinergie scuola/famiglia.

A tal fine, abbiamo curato anche la realizzazione di un sito internet https://tavologenitoriasva.wordpress.com/, che Vi invitiamo a visitare, con il preciso scopo di divulgare notizie ed informazioni pratiche ai genitori che manifestano interesse all’entrata nel contesto della scuola, rispondendo con attenzione e con ricercata competenza ai molti quesiti che ci vengono sottoposti (vedasi Sportello ON LINE).

Ebbene, proprio con questo spirito, che da anni ci vede anche diretti promotori di varie iniziative sul territorio della provincia di Varese, abbiamo cercato di difendere e di esprimere il nostro parere positivo sugli interventi realizzati da questo Governo nella recente normativa da Voi definita con lungimiranza “La Buona Scuola”.

Tuttavia, dobbiamo ora esprimere la nostra grande delusione per l’incredibile mancanza e/o omissione in cui questo Governo sembra essere incorso; un’omissione che si profila ancor più grave poiché priva di qualsivoglia ragionevole giustificazione e/o motivazione.

Si tratta, in particolare, della mancata enunciazione, in seno alla recente riforma dell’istruzione secondaria di secondo grado, della disposizione, ampiamente diffusa sul territorio nazionale e già citata nel precedente D.lgs n. 226/2005, che legittimava il passaggio degli studenti, in corso d’anno, ad altri indirizzi di studio, agevolando così il trasferimento, da un istituto all’altro, di tutti quegli studenti che subivano un disagio o una difficoltà di apprendimento in relazione all’indirizzo di studi precedentemente scelto. Situazione questa, molto spesso correlata ad un orientamento inadeguato.

Ebbene, secondo quanto recentemente divulgato dalla Direzione Generale Per Gli Ordinamento Scolatici e La Valutazione Del Sistema Nazionale Di Istruzione,  sembrerebbe ormai definitivamente pregiudicata questa opportunità a livello normativo, non essendo stata introdotta la medesima (ci si chiede se per mera dimenticanza o altro) nel provvedimento di attuazione del recente testo normativo.

Ci preme  sottolineare la gravità e l’assurdità di questa mancanza!

Infatti, la suddetta facoltà esisteva ed era considerata da tutti, famiglie e studenti, nonché da molti docenti, un diritto per i ragazzi ed un’opportunità significativa, acquisiti e sperimentati con successo da più di dieci anni.

Questa facoltà, del resto, consentiva agli studenti di ottenere il trasferimento, entro la fine del primo quadrimestre, verso istituti con ordine, tipo ed indirizzo di studio differenti, dando ai minori una possibilità di rendersi versatili in altre tipologie di studio.

Tutti i Dirigenti Scolastici, espressamente interpellati in queste settimane dalle molte famiglie che sono venute a conoscenza della situazione, non hanno potuto che confermare l’impossibilità, già a far data dall’imminente anno scolastico 2016-2017, della ormai nota opportunità di trasferimento, comunemente da tutti conosciuta con la denominazione di “passerella”.

Si sente qui il dovere di sottolineare come il mancato ingresso di questa appendice normativa nell’ambito della recente legge della Buona Scuola rappresenti un gravissimo vulnus al diritto dello studio, nonché un irreparabile pregiudizio per quelle migliaia di famiglie che, dopo aver recepito una seria difficoltà del proprio figlio nella prosecuzione dell’indirizzo di studi da lui prescelto, si vedranno ora negata la facoltà di iscriverlo presso un’altra scuola, evitandogli in tal modo la sofferenza della bocciatura.

A conferma di quanto sopra, riteniamo opportuno precisare che la menzionata passerella rappresentava per gli studenti di cui sopra l’unico rimedio esperibile di fronte ad una assai probabile rinuncia alla frequentazione scolastica, costituendo, quindi, la stessa anche una valida chance per la riduzione della generale dispersione scolastica, che notoriamente affligge un numero sempre più elevato di giovani studenti.

A comprova, alleghiamo a questa missiva la tabella recentemente divulgata dalla Provincia di Varese evidenziante le alte percentuali degli indici di dispersione scolastica in seno a questo territorio nel corso degli ultimi anni.

Riteniamo, quindi, con buona ragione, che, anche a fronte della dichiarata e riconosciuta apertura da parte di questo Governo alle molte problematiche delle famiglie e degli studenti, non vi sia ora alcuna plausibile motivazione per aver omesso di inserire anche questa opportunità nel contesto della disciplina della Buona Scuola.

Anzi, siamo fermamente convinti che non possa considerarsi una “Buona Scuola” quella che, anziché accogliere ed agevolare gli studenti, stimolandone l’avanzamento negli studi, ne precluda dall’inizio il successo, limitando la loro libertà di scelta e di movimento nell’ampio panorama delle offerte formative date dai vari istituti.

Invochiamo, pertanto, la reintroduzione dell’opportunità del passaggio degli studenti ad altri indirizzi di studio in corso d’anno, auspicando che ciò possa avvenire con tempestività, così da permettere che anche il nuovo anno scolastico continui a beneficiare delle possibilità, già presenti negli anni pregressi, senza alcun pregiudizio per quei giovani e neo iscritti studenti che, convinti di poter mutare il proprio indirizzo di studi alla fine del primo quadrimestre, si troveranno invece di fronte ad un inaspettato sbarramento, che, quasi certamente, li condurrà poi ad una pressoché inevitabile bocciatura.

Restiamo, comunque, a completa disposizione per qualsivoglia ulteriore confronto in argomento e, confidando in un cortese e sollecito riscontro, porgiamo i migliori saluti e l’augurio per una prosecuzione di Governo sempre più illuminata.

Consiglio Direttivo Tavolo Genitori ASVA

Sportello on line

Le vacanze scolastiche sono già iniziate per la maggior parte degli studenti mentre per altri inizia il rusch finale degli esami di stato. Ricordiamo che la prima prova scritta , come previsto già dall’O.M. n. 15/2015, si svolge mercoledì 22 giugno 2016 alle ore 8.30; ha una durata massima di 6 ore. La seconda prova scritta , grafica o scritto-grafica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica si svolge giovedì 23 giugno 2016 alle ore 8.30 ; ha una durata massima di 6 ore e si svolge in un’unica giornata. fermo restando alcune eccezioni.

Nonostante il clima quasi vacanziero, non mancano però i quesiti di varia natura scolastica che arrivano allo sportello on line da genitori della provincia e non che vogliono capire o conoscere i vari meccanismi di partecipazione nella scuola. A seguire un esempio degli argomenti trattati.

Buongiorno

sono un genitore di un bimbo che frequenta una scuola primaria del pavese. La dirigente scolastica ha vietato ai genitori di raccogliere soldi tramite contributo volontario o vendita torte o manufatti. So che le maestre non possono chiedere soldi ai genitori. Ma è mai possibile che se un genitore vuole contribuire di sua spontanea volontà non possa farlo? La scuola necessiterebbe di mouse, contributi per iniziative extra (es. spettacoli o laboratori, iniziative sportive) e moto altro. Se è una regola quella di vietare che i genitori non possono donare materiale o danaro alla scuola, dove sta scritta? c’è una normativa? Inoltre, è vero che non si possono organizzare per esempio vendite a offerta di torte o manufatti all’interno dei locali scolastici ? E’ una decisione discrezionale della dirigenza o è scritto anche in questo caso da qualche parte?

Risposta

Gentile Genitore

da quello che leggiamo si ha l’impressione che si voglia portare avanti un’iniziativa NON condivisa dalla scuola o quantomeno dal suo Dirigente Scolastico . A nostro avviso piuttosto che uno scontro muro contro muro a colpi di codicilli sarebbe  più opportuno trovare un momento di confronto costruttivo per canalizzare le energie di tutti verso il fine comune dell’offerta formativa e dei ragazzi che ne dovrebbero fruire. Per nostra esperienza situazioni non condivise o peggio forzatamente conflittuali, non fanno altro che incrinare ogni futura iniziativa tra la scuola ed i genitori e spesso si riflettono negativamente anche sui figli che frequentano l’istituto.

Ad ogni modo ecco il parere del nostro studio legale per i  quesiti posti:

In merito alla disciplina normativa inerente ai contributi scolastici, dal testo del comma 622 della legge 27 dicembre 2006 n. 296, che stabilisce che: “Resta fermo il regime di gratuità ai sensi degli articoli 28, comma 1 e 30, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226”, si evince come i contributi scolastici abbiano natura esclusivamente volontaria; pertanto, detti contributi non possono assolutamente essere richiesti in forma obbligatoria. Più in dettaglio, in ragione del principio di obbligatorietà e gratuità dell’istruzione, non è consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime. Pertanto, eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria. Molti sono i documenti ufficiali che permettono di accertare la volontarietà del contributo scolastico. Per fare qualche esempio:

  • Circolare Lucrezia Stellacci – Capo Dipartimento Miur – 7 marzo 2013;
  • Circolare Lucrezia Stellacci – Capo Dipartimento Miur – 20 marzo 2012;
  • Lettera di Giovanni Biondi – Capo Dipartimento Miur – 28 aprile 2011;
  • Intervento ufficiale del 22 gennaio 2011 del Ministero della Pubblica Istruzione;
  • Testo Unico D.Lgs. 297/1994 art. 200 – tasse scolastiche e casi di dispensa;
  • Pagina delle domande frequenti dell’Ufficio Relazioni con il pubblico del Ministero della Pubblica Istruzione.

Alla luce di quanto sopra, è pacifico che la legge consenta forme di contribuzione volontaria da parte dei genitori e che non vi siano normative che vietino detta pratica. Per quanto riguarda il secondo quesito, ovvero se sia possibile organizzare, all’interno dei locali scolastici, vendite ad esempio di torte o manufatti, occorre fare una premessa. Visti gli artt.50 del Decreto Interministeriale n. 44 del 1/2/2001 – articolo che attribuisce

all’istituzione scolastica la facoltà di concedere a terzi l’uso precario e temporaneo dei locali scolastici – , 96 del T.U. 16/4/94 n. 297 e 33, II comma, del Decreto Interministeriale n. 44 del del 1/2/2001 – in base al quale il Consiglio d’Istituto è chiamato ad esprimere i criteri ed i limiti entro cui il Dirigente Scolastico può svolgere l’attività negoziale prevista dalla stessa disposizione – si evince la possibilità di concedere a terzi l’utilizzazione temporanea e precaria dei locali dell’istituto. Questo, però, solo a certe condizioni. Sulla base delle suddette disposizioni normative, sono stati emessi svariati regolamenti contenenti i criteri per la concessione in uso temporaneo dei locali scolastici. In particolare, risulta chiaro che l’utilizzazione temporanea e precaria dei locali scolastici possa essere concessa a terzi esclusivamente per l’espletamento di attività aventi finalità di promozione culturale, sociale e civile dei cittadini e senza fini di lucro, valutando i contenuti dell’attività o iniziativa. I locali della scuola possono, inoltre, essere concessi solo per utilizzazioni temporanee e in orari non coincidenti con le ordinarie attività scolastiche. Si sottolinea come le attività didattiche proprie dell’istituzione scolastica abbiano assoluta preminenza e priorità rispetto all’utilizzo da parte degli enti concessionari interessati; detto utilizzo non dovrà in alcun modo interferire con le attività didattiche stesse. Preme puntualizzare che non potranno essere concessi locali scolastici nei confronti di soggetti che perseguono fini di lucro o espletino attività con ambito di interesse privato. Durante l’uso dei locali è vietata la vendita ed il consumo di cibarie e bevande all’interno delle sale. La legge, pertanto, permette ai genitori di organizzare vendite di manufatti o, comunque, di altri lavoretti in quanto, con suddette attività, non verrebbe perseguito alcun fine di lucro; anzi si apporterebbe un aiuto ed un miglioramento all’istituto scolastico, in quanto dette attività sarebbero finalizzate alla raccolta di fondi da destinare alla medesima scuola. Risulta chiaro, invece, dagli articoli dei vari regolamenti, che è vietato vendere e consumare cibarie e bevande all’interno dei locali scolastici; ne consegue, quindi, che non appare oggi consentito ai genitori organizzare vendite di torte all’interno dell’istituto.