Senza PASSERELLA che Buona Scuola sarà?

Come hanno già segnalato molti genitori che ci seguono, nella Buona Scuola del Governo Renzi, “Manca incredibilmente” all’interno della recente riforma dell’istruzione secondaria di secondo grado, la disposizionee  che legittimava il passaggio degli studenti, in corso d’anno, ad altri indirizzi di studio. Situazione questa molto spesso correlata ad un orientamento inadeguato e che, se non utilizzata, finiva con l’aumentare la già alta dispersione scolastica. Abbiamo pertanto preso carta e penna e scritto la seguente missiva ai responsabili degli organi preposti.

Egr.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Palazzo Chigi – Piazza Colonna, n. 370
ROMA – 00187
matteo@governo.it, presidente@pec.governo.it

Spett.le
MINISTERO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Viale Trastevere, n. 76/A
ROMA – 00153
stefania.giannini@senato.it,

e p.c. Egr. Sig.
Dott. Davide Faraone
segreteria.faraone@istruzione.it
e p.c. Egr. Sig.
Dott. Alessandro Fusacchia
Segreteria.cdg@istruzione.it
e p.c. Gent.le Sig.ra
Dott.ssa Rosa DE PASQUALE
DPIT.segreteria@istruzione.it
e p.c. Gent.le Sig.ra
Dott.ssa Carmela PALUMBO
DGOS.segreteria@istruzione.it

 

OGGETTO: PASSAGGIO AD ALTRI INDIRIZZI DI STUDIO IN CORSO D’ANNO

 

Egr. Presidente del Consiglio dei Ministri ed Egr. Ministro,

formuliamo la presente nella nostra qualità di Consiglieri del Direttivo del Tavolo Genitori, istituito all’interno dell’associazione ASVA (Associazione Scuole Varese).

Siamo un gruppo di genitori fortemente motivati, operanti da molto nel mondo della scuola con un sincero spirito di volontariato e con un vivace interesse.

Alcuni di noi sono impegnati nell’ambiente scolastico da oltre vent’anni, con incarichi di Presidente di Consiglio d’Istituto, Presidenti di Associazioni e/o Comitati Genitori, membri di organi collegiali scolastici, ecc.. .

Il nostro operato in seno alle scuole si fonda non solo sullo svolgimento diretto e personale di compiti all’interno dei singoli istituti dei nostri figli, ma anche, e soprattutto, sulla costante ricerca di attivare una rete ed una sempre maggior partecipazione dei genitori nella scuola; genitori da noi rappresentati e con i quali ci confrontiamo costantemente, così da realizzare una presenza sempre più omogenea e  qualificata delle famiglie nel mondo scolastico, proprio con l’obiettivo di realizzare positive e durevoli sinergie scuola/famiglia.

A tal fine, abbiamo curato anche la realizzazione di un sito internet https://tavologenitoriasva.wordpress.com/, che Vi invitiamo a visitare, con il preciso scopo di divulgare notizie ed informazioni pratiche ai genitori che manifestano interesse all’entrata nel contesto della scuola, rispondendo con attenzione e con ricercata competenza ai molti quesiti che ci vengono sottoposti (vedasi Sportello ON LINE).

Ebbene, proprio con questo spirito, che da anni ci vede anche diretti promotori di varie iniziative sul territorio della provincia di Varese, abbiamo cercato di difendere e di esprimere il nostro parere positivo sugli interventi realizzati da questo Governo nella recente normativa da Voi definita con lungimiranza “La Buona Scuola”.

Tuttavia, dobbiamo ora esprimere la nostra grande delusione per l’incredibile mancanza e/o omissione in cui questo Governo sembra essere incorso; un’omissione che si profila ancor più grave poiché priva di qualsivoglia ragionevole giustificazione e/o motivazione.

Si tratta, in particolare, della mancata enunciazione, in seno alla recente riforma dell’istruzione secondaria di secondo grado, della disposizione, ampiamente diffusa sul territorio nazionale e già citata nel precedente D.lgs n. 226/2005, che legittimava il passaggio degli studenti, in corso d’anno, ad altri indirizzi di studio, agevolando così il trasferimento, da un istituto all’altro, di tutti quegli studenti che subivano un disagio o una difficoltà di apprendimento in relazione all’indirizzo di studi precedentemente scelto. Situazione questa, molto spesso correlata ad un orientamento inadeguato.

Ebbene, secondo quanto recentemente divulgato dalla Direzione Generale Per Gli Ordinamento Scolatici e La Valutazione Del Sistema Nazionale Di Istruzione,  sembrerebbe ormai definitivamente pregiudicata questa opportunità a livello normativo, non essendo stata introdotta la medesima (ci si chiede se per mera dimenticanza o altro) nel provvedimento di attuazione del recente testo normativo.

Ci preme  sottolineare la gravità e l’assurdità di questa mancanza!

Infatti, la suddetta facoltà esisteva ed era considerata da tutti, famiglie e studenti, nonché da molti docenti, un diritto per i ragazzi ed un’opportunità significativa, acquisiti e sperimentati con successo da più di dieci anni.

Questa facoltà, del resto, consentiva agli studenti di ottenere il trasferimento, entro la fine del primo quadrimestre, verso istituti con ordine, tipo ed indirizzo di studio differenti, dando ai minori una possibilità di rendersi versatili in altre tipologie di studio.

Tutti i Dirigenti Scolastici, espressamente interpellati in queste settimane dalle molte famiglie che sono venute a conoscenza della situazione, non hanno potuto che confermare l’impossibilità, già a far data dall’imminente anno scolastico 2016-2017, della ormai nota opportunità di trasferimento, comunemente da tutti conosciuta con la denominazione di “passerella”.

Si sente qui il dovere di sottolineare come il mancato ingresso di questa appendice normativa nell’ambito della recente legge della Buona Scuola rappresenti un gravissimo vulnus al diritto dello studio, nonché un irreparabile pregiudizio per quelle migliaia di famiglie che, dopo aver recepito una seria difficoltà del proprio figlio nella prosecuzione dell’indirizzo di studi da lui prescelto, si vedranno ora negata la facoltà di iscriverlo presso un’altra scuola, evitandogli in tal modo la sofferenza della bocciatura.

A conferma di quanto sopra, riteniamo opportuno precisare che la menzionata passerella rappresentava per gli studenti di cui sopra l’unico rimedio esperibile di fronte ad una assai probabile rinuncia alla frequentazione scolastica, costituendo, quindi, la stessa anche una valida chance per la riduzione della generale dispersione scolastica, che notoriamente affligge un numero sempre più elevato di giovani studenti.

A comprova, alleghiamo a questa missiva la tabella recentemente divulgata dalla Provincia di Varese evidenziante le alte percentuali degli indici di dispersione scolastica in seno a questo territorio nel corso degli ultimi anni.

Riteniamo, quindi, con buona ragione, che, anche a fronte della dichiarata e riconosciuta apertura da parte di questo Governo alle molte problematiche delle famiglie e degli studenti, non vi sia ora alcuna plausibile motivazione per aver omesso di inserire anche questa opportunità nel contesto della disciplina della Buona Scuola.

Anzi, siamo fermamente convinti che non possa considerarsi una “Buona Scuola” quella che, anziché accogliere ed agevolare gli studenti, stimolandone l’avanzamento negli studi, ne precluda dall’inizio il successo, limitando la loro libertà di scelta e di movimento nell’ampio panorama delle offerte formative date dai vari istituti.

Invochiamo, pertanto, la reintroduzione dell’opportunità del passaggio degli studenti ad altri indirizzi di studio in corso d’anno, auspicando che ciò possa avvenire con tempestività, così da permettere che anche il nuovo anno scolastico continui a beneficiare delle possibilità, già presenti negli anni pregressi, senza alcun pregiudizio per quei giovani e neo iscritti studenti che, convinti di poter mutare il proprio indirizzo di studi alla fine del primo quadrimestre, si troveranno invece di fronte ad un inaspettato sbarramento, che, quasi certamente, li condurrà poi ad una pressoché inevitabile bocciatura.

Restiamo, comunque, a completa disposizione per qualsivoglia ulteriore confronto in argomento e, confidando in un cortese e sollecito riscontro, porgiamo i migliori saluti e l’augurio per una prosecuzione di Governo sempre più illuminata.

Consiglio Direttivo Tavolo Genitori ASVA

La Buona Scuola

Le aspettative erano forti. La giornata era descritta in modo altisonante:

“Nell’ambito degli appuntamenti di confronto fra i vertici del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e i territori nazionali sul Rapporto (pubblicato lo scorso 3 settembre dal Governo) “La Buona Scuola”, si comunica che il giorno 16 p.v. alle ore 15,00 presso l’ISIS “M. Curie” Tradate, si terrà l’incontro del Capo del Dipartimento per l’Istruzione, Luciano Chiappetta con i sistemi di istruzione delle provincie di Varese e Como, rappresentate dai relativi dirigenti scolastici e da esponenti di genitori, studenti, docenti, attori istituzionali, culturali ed economici. Il confronto è organizzato per raccogliere i contributi delle scuole, dei territori e dei singoli cittadini.”

Poi come sempre succede un conto sono le aspettative ed un altro la realtà dei fatti!

Ma veniamo alla cronaca: circa 30 interventi contingentati a 3 minuti l’uno ad esclusione di quelli dei rappresentanti politici ed istituzionali, intervenuti per più tempo con argomenti e frasi di circostanza che ben poco hanno contribuito al tema della giornata alla quale non è seguita alcuna discussione. Fin da subito è apparso chiaro che invece di un vero e proprio dibattito ci si trovava di fronte (tranne rari casi) ad un insieme di annunci e di racconti di eccellenze che parlavano della Buona Scuola delle provincie di Varese e Como ma che non sempre avevano agganci o confronti con il progetto della Buona Scuola del Governo.
Il capo del Dipartimento per l’Istruzione dott. Luciano Chiappetta, è sembrato poco interessato a quanto i vari relatori andavano esponendo, (se non in rari casi in cui ha voluto dare alcune risposte o sostenere quanto affermato da chi era intervenuto) forse anche a causa del fatto che era costantemente impegnato nel rispondere a chi lo chiamava al cellulare, ad inviare sms e persino ad assentarsi dalla sala proprio durante i 3 minuti dedicati ai genitori con un discorso dal finale logico e scontato ovvero “il genitore non è mai ascoltato”.
Come conclusione possiamo dire che considerato il sottofondo animato della sala, per i Dirigenti Scolastici è stata sicuramente un’occasione utile per trovarsi e confrontarsi. Cosa ben diversa per gli altri e soprattutto per noi genitori a cui non rimane altra conclusione che concordare con quanto da altri affermato: ”Dopo oltre 4 ore di parole l’incontro si chiude. La sala è ormai vuota. La sensazione è quella di aver sprecato un’occasione.
A seguire l’intervento di Mauro Sarasso come rappresentante del FoPAGS Varese e coordinatore del Tavolo Genitori dell’Associazione Scuole Varesine.


Sono genitore di quattro figli e coordinatore del Tavolo Genitori ASVA presente ed impegnato nella scuola da 24 anni. Nella provincia di Varese la partecipazione dei genitori a livello provinciale è sempre stata pregnante e realizzata dalle associazioni storiche riconosciute e da tante associazioni e comitati disseminati in molti comuni del territorio. Dal 2007 un’intensa azione di formazione capillare è stata svolta dal Tavolo Genitori della locale Associazione Scuole Varese (ASVA). Un esperienza rara e significativa in ambito nazionale la presenza di un Tavolo dei Genitori all’interno di una rete di scuole associate. Il Tavolo Genitori dell’Asva assieme ad alcune associazioni riconosciute a livello nazionale (Age ed Agesc) grazie al desiderio del Dirigente Merletti ed al sostegno del prof Riboni, ha avuto il compito di rilanciare il Fopags. Il Forum delle associazioni della provincia di Varese ha avviato il censimento completo dei presidenti di Consiglio di Istituto (condotto anche per conto del FORAGS sul piano regionale). Il contatto allargato è motivo di orgoglio perché permette la condivisione di esperienze e il supporto reciproco tra diverse realtà.
Centinaia e centinaia sono stati i momenti informativi e formativi organizzati dal Tavolo Genitori su rappresentanza, qualità e modalità di partecipazione dei genitori alla vita della scuola in tante e tante scuole della provincia. Ci teniamo a sottolineare che i genitori che partecipano alla vita della scuola sono dei “volontari” motivati che dedicano tempo e risorse per far si che la “loro” scuola sia migliore per i propri figli.
Tralasciando i numerosi aspetti del piano “la buona scuola” evidenziamo gli aspetti che più sono attinenti con la realtà del complesso rapporto scuola-famiglia e della partecipazione. Balza subito agli occhi che nel documento de “la buona scuola” su oltre 31.500 parole il vocabolo “Genitori” ricorre solo per 12 volte, 18 volte la parola “Famiglie” e in particolare gli Organi collegiali sono citati in soli tre passaggi peraltro condivisibili:
“Servono poi organi collegiali rivisitati, aperti, agili ed efficaci. E poi servono semplicità e semplificazione: anni di ipertrofia regolatoria hanno reso urgente un’azione di razionalizzazione. Tutti i membri della comunità territoriale devono poter trovare, nella scuola, un punto di incontro anche oltre l’orario curricolare, un centro di attrazione per iniziative di educazione informale, volontariato, lotta alla dispersione, integrazione” (pag 64).
“Il dirigente scolastico, consultati gli organi collegiali, potrà in tal modo chiamare nella sua scuola i docenti con un curriculum coerente con le attività con cui intenda realizzare l’autonomia e la flessibilità della scuola. In questo modo le scuole potranno utilizzare la leva più efficace per migliorare la qualità dell’insegnamento: la scelta delle persone. (pag. 68)
“ I poteri e le responsabilità del dirigente scolastico va bilanciata da un nuovo protagonismo dei docenti e da un maggiore coinvolgimento dei genitori, degli studenti e del territorio di riferimento. La governance interna della scuola va ripensata: collegialità non può più essere sinonimo di immobilismo, di veto, di impossibilità di decidere alcunché. Vanno ridisegnati al meglio gli organi collegiali della scuola, distinguendo tra potere di indirizzo e potere di gestione. Il Consiglio dell’Istituzione scolastica diventerà il titolare dell’indirizzo generale e strategico dell’Istituzione; ….” ( pag 71 )
Laddove si auspica un maggiore coinvolgimento dei genitori andrebbe tenuto conto che gli organi collegiali sono un momento particolare di partecipazione e non sempre sono partecipati da persone competenti e preparate. Ecco perché riteniamo importante il primo intervento a favore della informazione e della formazione. Se consideriamo la Volontarietà del lavoro dei genitori eletti, vogliamo sottolineare, per una miglior partecipazione dei genitori, la necessità di mettere in atto una adeguata ACCOGLIENZA, l’ascolto e la valorizzazione delle competenze dei genitori, risorse anch’esse nel patrimonio della scuola. I momenti di Accoglienza sono stati la richiesta primaria che abbiamo sottoposto alla Assemblea Generale dei Dirigenti scolastici. Come Tavolo Genitori abbiamo ottenuto, di far inserire nei regolamenti dei singoli istituti, due momenti di accoglienza dei genitori:
1) l’accoglienza dei genitori delle classi prime (sia nella scuola dell’Infanzia, che nella scuola di primaria che in quella secondaria di primo e di secondo grado)
2) la formazione dei genitori eletti negli organi collegiali come rappresentanti di classe o di Consiglio di Istituto.
Naturalmente, accanto a questi organi fondamentali, auspichiamo che le scuole in autonomia sappiano promuovere altre forme di significativa partecipazione per definire e qualificare una buona governance dell’Istituto con particolare attenzione alle proprie specificità. E’ indubbio che è sempre più sentita l’esigenza di una partnership educativa tra scuola e famiglia nel reciproco rispetto delle competenze. L’educazione e l’istruzione sono anzitutto un servizio alle famiglie e alla società tutta, che non può prescindere da rapporti di reciproca fiducia da costruire nella continuità. Piace soprattutto l’idea e proposta nel documento “la buona scuola” che questa debba essere aperta a tutte le realtà del territorio. Possiamo già testimoniare che in molte realtà del territorio varie associazioni / comitati genitori hanno dato luogo ad un dialogo con la propria scuola e con le istituzioni. Si è passati cosi dal “patto educativo di corresponsabilità” redatto ed agito nella scuola (costruito e condiviso tra genitori docenti e studenti) al “patto educativo di comunità”: alleanza, contratto, tavolo di confronto e di operatività dove intervengono tutte le realtà territoriali, dalle amministrazioni locali, agli oratori, alle associazioni sportive, culturali, sociali, ambientali.  Singoli individui, famiglie che insieme si impegnano per “vivere per il bene comune”.  E’ l’idea del villaggio che nella sua interezza educa e si prende cura dei propri figli.
Auspichiamo quindi che “La Buona Scuola” possa davvero dare spazio, ascolto, accoglienza ai genitori per far germogliare una maggiore partecipazione rispettosa delle competenze proprie della scuola. Essere un’occasione preziosa che consenta ai genitori di ricevere una formazione adeguata che li renda capaci di offrire un concreto contributo nel definire e sostenere la scuola migliore e rappresentare, al contempo, un’ invito e sostegno ai genitori a recuperare pienamente il valore della famiglia e del proprio ruolo di primi educatori dei figli.