Area Tematica 4

Sono un presidente del CDI di un liceo varesino. La scuola riceve spesso dei contributi da soggetti esterni (aziende, privati, enti vari) per finanziare, totalmente o in parte, dei progetti specifici. Di questi finanziamenti viene data notizia, in genere, a cose fatte ed in sede di rendicontazione finale e, comunque, mai in maniera dettagliata. Vorrei sapere se l’accettazione di questi contributi esterni è subordinata ad una delibera del Cdi e se è possibile avere copia o prendere visione del documento, quando esiste, con cui questi contributi vengono offerti. E nel caso in cui i contributi esterni non fossero finalizzati ad uno scopo specifico? Avere il dettaglio sarebbe utile per sviluppare un’attività di promozione e ricerca di nuovi sponsor.

Risposta: L’autofinanziamento, rappresenta per le scuole una grandissima opportunità. Per la realizzazione dei POF sempre più articolati e carichi di nuove progettualità, le scuole necessitano continuamente di maggiori risorse aggiuntive rispetto ai sempre più scarsi finanziamenti statali. Tali risorse non possono certamente provenire dai soli contributi volontari dei genitori degli alunni iscritti a quella specifica scuola. Il Consiglio di Istituto è chiamato a stabilire le linee di indirizzo della politica scolastica e a controllare la gestione pratica delle risorse sia umane che finanziarie che, sempre più nettamente, è affidata alla dirigenza della scuola. L’art. 33 del Regolamento sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche (Decreto interministeriale n. 44 del 2001 e successive modifiche) definisce quali sono le competenze del Consiglio di Istituto al riguardo. In particolare stabilisce quali sono le materie rispetto alle quali il Consiglio di Istituto è chiamato a deliberare formalmente (comma 1) e quelle rispetto a cui lo stesso Consiglio deve determinare criteri e i limiti per lo svolgimento da parte del Dirigente Scolastico. Tra le prime rientra la accettazione di donazioni (oltre a eredità e legati) mentre tra le seconde rientrano i contratti di sponsorizzazione. Bisogna quindi distinguere circa la natura dei finanziamenti esterni per individuare l’effettiva competenza del Consiglio di Istituto. In genere sono molto più frequenti i contratti di sponsorizzazione che quindi devono rispettare i criteri e i limiti sicuramente stabiliti dal Consiglio.
Resta indubbio il pieno diritto del Consiglio ad essere informato e ad avere accesso a tutta la documentazione relativa alle questioni che vengono portate all’ordine del giorno della seduta, ordine del giorno stabilito, in fase di convocazione, dal suo Presidente in accordo con la Giunta Esecutiva.

Sono un genitore di una scuola di Milano e alla fine di questo anno scolastico, per animare ed aiutare la scuola, abbiamo pensato di raccogliere contributi economici durante l’usuale festa di fine anno che verrebbero devoluti all’Istituto. Vorremmo sapere se e come è possibile farlo?

Risposta: Le donazioni sono individuate nel codice civile al libro secondo titolo V a partire dall’art. 769. Il codice definisce in linea generale la donazione, come “quel contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione”.  Nulla impedisce quindi i partecipanti ad una festa di donare un contributo volontario oltre quello ufficialmente già dato alla scuola. Ovviamente da parte dei genitori singoli o radunati in comitato, che organizzano la festa, deve trattarsi di una proposta di donazione volontaria, senza vincolo d’importo. Diversa invece è la raccolta contributi in caso si trattasse di un’Associazione che ha la facoltà persino di promuovere raccolte fondi ufficiali, potendoli di conseguenza documentare fiscalmente. Gli eventuali importi raccolti verrebbero poi donati a nome dei partecipanti alla festa da un rappresentante che dovrà provvedere a suo nome al versamento regolare sul conto corrente della scuola corredandolo con una lettera soprattutto nel caso in cui vi sia stato stabilito a priori un vincolo d’uso per la donazione. Indubbiamente, trattandosi di liberalità, chi riceve ha la possibilità di rifiutare la donazione, motivo per cui è sempre meglio accordarsi a priori anche con la scuola.

CONTRIBUTI SCOLASTICI. Sono rappresentante di classe della scuola primaria di secondo grado con un quesito da porvi. Oggi è arrivato un avviso con il quale la scuola ci dice che in occasione del Natale i bambini assisteranno ad uno spettacolo teatrale. L’attività è proposta al costo di € 5,00. L’iniziativa è lodevole e ci era stata accennata durante l’incontro nell’ultimo consiglio d’interclasse però, non si era parlato di costi. La domanda è quindi questa: la scuola può chiedere denaro per le attività che propone senza prima parlarcene?

Risposta: i contributi scolastici soprattutto nella scuola fino all’assolvimento dell’obbligo sono facoltativi, così come specificato nuovamente dalla circolare MIUR NR. 312 del 20/03/2012 a cui rimandiamo per una completa lettura. Le scuole dell’autonomia hanno comunque la facoltà di proporsi chiedendo contributi nel limite di ciò che è il chiedere aiuto. Un aiuto che nessuna scuola può imporre; inoltre è richiesta la specifica formula di pagamento mediante versamento sul conto corrente postale dell’ente. La richiesta può essere proposta solo previa approvazione del Consiglio d’Istituto. Il contributo deve intendersi  come una partecipazione economica delle famiglie per il raggiungimento di un risultato comune, motivo per cui dovrebbe essere condiviso e finalizzato all’arricchimento dell’offerta. Il caso posto in esame è  nella finalità di arricchimento e pertanto proponibile dall’Ente scolastico.

RACCOLTA FONDI. Vorremmo sapere come si può gestire in modo regolare la raccolta di fondi cassa per il Comitato Genitori perché nessuno vuole proseguire con il Comitato Genitori e ricoprire la carica di Presidente per la paura di ritrovarsi con simili responsabilità.

Risposta: Il Comitato Genitori non può promuovere raccolte di fondi così come non può chiedere quote associative ai genitori perché non è un’Associazione. I soldi liberamente donati dai genitori o da chiunque voglia sponsorizzare contribuendo in questo modo al Comitato, devono tutti essere finalizzati a qualche progetto che coinvolga la scuola. Pertanto ogni volta bisognerà specificare il motivo dell’accettazione della donazione, lo scopo e fine di destinazione o il periodo a cui i soldi verranno destinati. Le motivazioni e le specifiche devono risultare dal verbale della riunione del Comitato. Verbale che per ufficializzarne la procedura dovrebbe essere consegnato in copia anche all’Ente scolastico. Oltre a ciò occorre mantenere aggiornati i movimenti di entrate e uscite e rendere conto a tutti i genitori della scuola e alla scuola di ogni risultanza contabile, questo perché lo scopo del comitato non è quello di raccogliere fondi da donare alla scuola. Se però, la necessità predominante  è quella della raccolta fondi, all’ora sarebbe più opportuno costituirsi in Associazione.

FONDI. Il Comitato Genitori può finalizzare dei fondi raccolti al supporto di progetti scolastici come ad esempio viaggi, visite d’istruzione, corsi integrativi disponendone la donazione vincolata alla scuola così che sia la scuola ad organizzarli sulla base di quanto ricevuto?

Risposta: il Comitato che riceve dei fondi in libera donazione può e anzi deve finalizzarli a favore della scuola se, come nel vostro caso trattasi di Comitato Genitori in affiancamento dell’Ente Scolastico. Un affiancamento che è legato alle finalità che la scuola prefigge e  quindi attività di sperimentazione didattica previste o non previste dal POF. Questo perché ogni donazione vincolata dovrà comunque essere accettata dalla scuola attraverso il Consiglio d’Istituto con il vincolo d’uso proposto e per questo meglio se preventivamente concordato.

CONTRIBUTI PER I LABORATORI. Nonostante la Dirigenza abbia espressamente vietato agl’Insegnanti di chiedere ai rappresentanti di classe dei genitori la raccolta di soldi per acquistare materiale destinato ai laboratori (tra l’altro quest’anno scolastico non sono previste ore di  Laboratorio) questo ci viene richiesto ugualmente costringendoci per il quieto vivere ad adoperarci nella di soldi sufficienti per fronteggiare tali richieste. Non so cosa fare, perché, se i genitori sono tutti favorevoli la colletta si potrebbe fare ugualmente nonostante il divieto? Inoltre, cosa potrebbe accadere se anche solo un genitore si rifiutasse di contribuire o provvedesse per conto suo ad acquistare?

Risposta: Premesso che la richiesta da parte della scuola di contributi per i laboratori è normata così che la scuola può richiedere ai genitori di contribuire predisponendo il pagamento mediante bollettino di conto corrente postale così che le spese dimostrabili per l’istruzione obbligatoria dei figli si possano dichiarare nell’apposito rigo della dichiarazione dei redditi. Detto questo è bene sapere anche che il contributo nel periodo di obbligatorietà scolastica è facoltativo ad unica eccezione per quelli richiesti dagli istituti TECNICI e PROFESSIONALI motivo per cui, non esiste per una scuola primaria alcuna possibilità di pretesa o di obbligo. Rimane sempre aperta la possibilità di offrire alla scuola una donazione però, in questo caso anche la scuola nella figura del suo legale rappresentante deve rendersi disponibile ad accoglierla.

Consiglio d’informare il Dirigente della questione anche perché se la richiesta proviene dai docenti potrebbe non esserne al corrente, inoltre in questi casi è sempre utile informare anche i rappresentanti dei genitori eletti nel consiglio d’istituto così che la scuola possa organizzarsi in modo diverso per sopperire a queste necessità ad esempio, facendosi aiutare da un Comitato Genitori o da un’associazione costituita anche per aiutare in tal senso.

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