La Buona Scuola

Le aspettative erano forti. La giornata era descritta in modo altisonante:

“Nell’ambito degli appuntamenti di confronto fra i vertici del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e i territori nazionali sul Rapporto (pubblicato lo scorso 3 settembre dal Governo) “La Buona Scuola”, si comunica che il giorno 16 p.v. alle ore 15,00 presso l’ISIS “M. Curie” Tradate, si terrà l’incontro del Capo del Dipartimento per l’Istruzione, Luciano Chiappetta con i sistemi di istruzione delle provincie di Varese e Como, rappresentate dai relativi dirigenti scolastici e da esponenti di genitori, studenti, docenti, attori istituzionali, culturali ed economici. Il confronto è organizzato per raccogliere i contributi delle scuole, dei territori e dei singoli cittadini.”

Poi come sempre succede un conto sono le aspettative ed un altro la realtà dei fatti!

Ma veniamo alla cronaca: circa 30 interventi contingentati a 3 minuti l’uno ad esclusione di quelli dei rappresentanti politici ed istituzionali, intervenuti per più tempo con argomenti e frasi di circostanza che ben poco hanno contribuito al tema della giornata alla quale non è seguita alcuna discussione. Fin da subito è apparso chiaro che invece di un vero e proprio dibattito ci si trovava di fronte (tranne rari casi) ad un insieme di annunci e di racconti di eccellenze che parlavano della Buona Scuola delle provincie di Varese e Como ma che non sempre avevano agganci o confronti con il progetto della Buona Scuola del Governo.
Il capo del Dipartimento per l’Istruzione dott. Luciano Chiappetta, è sembrato poco interessato a quanto i vari relatori andavano esponendo, (se non in rari casi in cui ha voluto dare alcune risposte o sostenere quanto affermato da chi era intervenuto) forse anche a causa del fatto che era costantemente impegnato nel rispondere a chi lo chiamava al cellulare, ad inviare sms e persino ad assentarsi dalla sala proprio durante i 3 minuti dedicati ai genitori con un discorso dal finale logico e scontato ovvero “il genitore non è mai ascoltato”.
Come conclusione possiamo dire che considerato il sottofondo animato della sala, per i Dirigenti Scolastici è stata sicuramente un’occasione utile per trovarsi e confrontarsi. Cosa ben diversa per gli altri e soprattutto per noi genitori a cui non rimane altra conclusione che concordare con quanto da altri affermato: ”Dopo oltre 4 ore di parole l’incontro si chiude. La sala è ormai vuota. La sensazione è quella di aver sprecato un’occasione.
A seguire l’intervento di Mauro Sarasso come rappresentante del FoPAGS Varese e coordinatore del Tavolo Genitori dell’Associazione Scuole Varesine.


Sono genitore di quattro figli e coordinatore del Tavolo Genitori ASVA presente ed impegnato nella scuola da 24 anni. Nella provincia di Varese la partecipazione dei genitori a livello provinciale è sempre stata pregnante e realizzata dalle associazioni storiche riconosciute e da tante associazioni e comitati disseminati in molti comuni del territorio. Dal 2007 un’intensa azione di formazione capillare è stata svolta dal Tavolo Genitori della locale Associazione Scuole Varese (ASVA). Un esperienza rara e significativa in ambito nazionale la presenza di un Tavolo dei Genitori all’interno di una rete di scuole associate. Il Tavolo Genitori dell’Asva assieme ad alcune associazioni riconosciute a livello nazionale (Age ed Agesc) grazie al desiderio del Dirigente Merletti ed al sostegno del prof Riboni, ha avuto il compito di rilanciare il Fopags. Il Forum delle associazioni della provincia di Varese ha avviato il censimento completo dei presidenti di Consiglio di Istituto (condotto anche per conto del FORAGS sul piano regionale). Il contatto allargato è motivo di orgoglio perché permette la condivisione di esperienze e il supporto reciproco tra diverse realtà.
Centinaia e centinaia sono stati i momenti informativi e formativi organizzati dal Tavolo Genitori su rappresentanza, qualità e modalità di partecipazione dei genitori alla vita della scuola in tante e tante scuole della provincia. Ci teniamo a sottolineare che i genitori che partecipano alla vita della scuola sono dei “volontari” motivati che dedicano tempo e risorse per far si che la “loro” scuola sia migliore per i propri figli.
Tralasciando i numerosi aspetti del piano “la buona scuola” evidenziamo gli aspetti che più sono attinenti con la realtà del complesso rapporto scuola-famiglia e della partecipazione. Balza subito agli occhi che nel documento de “la buona scuola” su oltre 31.500 parole il vocabolo “Genitori” ricorre solo per 12 volte, 18 volte la parola “Famiglie” e in particolare gli Organi collegiali sono citati in soli tre passaggi peraltro condivisibili:
“Servono poi organi collegiali rivisitati, aperti, agili ed efficaci. E poi servono semplicità e semplificazione: anni di ipertrofia regolatoria hanno reso urgente un’azione di razionalizzazione. Tutti i membri della comunità territoriale devono poter trovare, nella scuola, un punto di incontro anche oltre l’orario curricolare, un centro di attrazione per iniziative di educazione informale, volontariato, lotta alla dispersione, integrazione” (pag 64).
“Il dirigente scolastico, consultati gli organi collegiali, potrà in tal modo chiamare nella sua scuola i docenti con un curriculum coerente con le attività con cui intenda realizzare l’autonomia e la flessibilità della scuola. In questo modo le scuole potranno utilizzare la leva più efficace per migliorare la qualità dell’insegnamento: la scelta delle persone. (pag. 68)
“ I poteri e le responsabilità del dirigente scolastico va bilanciata da un nuovo protagonismo dei docenti e da un maggiore coinvolgimento dei genitori, degli studenti e del territorio di riferimento. La governance interna della scuola va ripensata: collegialità non può più essere sinonimo di immobilismo, di veto, di impossibilità di decidere alcunché. Vanno ridisegnati al meglio gli organi collegiali della scuola, distinguendo tra potere di indirizzo e potere di gestione. Il Consiglio dell’Istituzione scolastica diventerà il titolare dell’indirizzo generale e strategico dell’Istituzione; ….” ( pag 71 )
Laddove si auspica un maggiore coinvolgimento dei genitori andrebbe tenuto conto che gli organi collegiali sono un momento particolare di partecipazione e non sempre sono partecipati da persone competenti e preparate. Ecco perché riteniamo importante il primo intervento a favore della informazione e della formazione. Se consideriamo la Volontarietà del lavoro dei genitori eletti, vogliamo sottolineare, per una miglior partecipazione dei genitori, la necessità di mettere in atto una adeguata ACCOGLIENZA, l’ascolto e la valorizzazione delle competenze dei genitori, risorse anch’esse nel patrimonio della scuola. I momenti di Accoglienza sono stati la richiesta primaria che abbiamo sottoposto alla Assemblea Generale dei Dirigenti scolastici. Come Tavolo Genitori abbiamo ottenuto, di far inserire nei regolamenti dei singoli istituti, due momenti di accoglienza dei genitori:
1) l’accoglienza dei genitori delle classi prime (sia nella scuola dell’Infanzia, che nella scuola di primaria che in quella secondaria di primo e di secondo grado)
2) la formazione dei genitori eletti negli organi collegiali come rappresentanti di classe o di Consiglio di Istituto.
Naturalmente, accanto a questi organi fondamentali, auspichiamo che le scuole in autonomia sappiano promuovere altre forme di significativa partecipazione per definire e qualificare una buona governance dell’Istituto con particolare attenzione alle proprie specificità. E’ indubbio che è sempre più sentita l’esigenza di una partnership educativa tra scuola e famiglia nel reciproco rispetto delle competenze. L’educazione e l’istruzione sono anzitutto un servizio alle famiglie e alla società tutta, che non può prescindere da rapporti di reciproca fiducia da costruire nella continuità. Piace soprattutto l’idea e proposta nel documento “la buona scuola” che questa debba essere aperta a tutte le realtà del territorio. Possiamo già testimoniare che in molte realtà del territorio varie associazioni / comitati genitori hanno dato luogo ad un dialogo con la propria scuola e con le istituzioni. Si è passati cosi dal “patto educativo di corresponsabilità” redatto ed agito nella scuola (costruito e condiviso tra genitori docenti e studenti) al “patto educativo di comunità”: alleanza, contratto, tavolo di confronto e di operatività dove intervengono tutte le realtà territoriali, dalle amministrazioni locali, agli oratori, alle associazioni sportive, culturali, sociali, ambientali.  Singoli individui, famiglie che insieme si impegnano per “vivere per il bene comune”.  E’ l’idea del villaggio che nella sua interezza educa e si prende cura dei propri figli.
Auspichiamo quindi che “La Buona Scuola” possa davvero dare spazio, ascolto, accoglienza ai genitori per far germogliare una maggiore partecipazione rispettosa delle competenze proprie della scuola. Essere un’occasione preziosa che consenta ai genitori di ricevere una formazione adeguata che li renda capaci di offrire un concreto contributo nel definire e sostenere la scuola migliore e rappresentare, al contempo, un’ invito e sostegno ai genitori a recuperare pienamente il valore della famiglia e del proprio ruolo di primi educatori dei figli.