Il Codacons contro le classi numerose

Una nostra appassionata lettrice e collaboratrice ci ha segnalato negli scorsi giorni un’iniziativa portata avanti dal Codacons e ripresa da Adnkronos col titolo: class action contro classi pollaio. Vediamo di cosa si tratta.

Un risarcimento medio di 250 euro a studente. E’ questa, secondo le stime del Codacons la cifra che il ministero dell’Istruzione dovrebbe risarcire alle famiglie di quegli alunni costretti a far lezione in aule troppo affollate. ”E’ fissato a 25 il numero massimo di studenti per aula, che, in moltissime realta’ regionali – denuncia l’associazione – viene di gran lunga superato arrivando, addirittura, a toccare quota 40”.

I genitori di questi alunni possono quindi aderire alla class action avviata dal Codacons, che esprime solidarieta’ al gruppo di docenti e collaboratori scolastici in sit-in da oltre una settimana davanti la sede dell’ufficio scolastico regionale di Palermo, e a tutti i lavoratori precari della scuola. ”Come gia’ fanno tre di questi manifestanti – annuncia Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – anch’io sono pronto a dare il via a uno sciopero della fame”.

”Duecentocinquanta euro a studente – afferma Tanasi – e’ una sorta di risarcimento delle tasse scolastiche pagate in proporzione al minore spazio a disposizione di ciascun alunno e al danno connesso al rischio per la sicurezza e la diminuzione del servizio di istruzione, reso ridicolo da ‘classi pollaio’ composte da 35-40 alunni a causa dei tagli agli organici del personale docente”.

Per avere un quadro completo della situazione, è  importante, a nostro avviso,  conoscere cosa dice la normativa scolastica a proposito del problema della determinazione del numero minimo e massimo di alunni indispensabili per la formazione delle classi.  La soluzione si incentra soprattutto sulle fonti legislative e sui criteri a cui il Dirigente Scolastico si deve attenere all’atto della formazione delle classi della istituzione scolastica. Un primo criterio normativo ai fini della formazione delle classi è  il rispetto del parametro risultante dal rapporto alunni e superficie, che non è una novità introdotta dal D. Lgs. 626/94 ma risale al lontano Decreto Ministeriale del 18/12/1975 ( recante norme tecniche relative all’edilizia scolastica) ancora in vigore. In particolare il Decreto prevede che le aule siano di altezza non minore a tre metri e che il rapporto alunni superficie sia di 1.80 mq/ alunno nelle scuole materne, elementari ,medie e 1,96 mq/ alunno nelle scuole superiori, senza tener conto degli arredi ( es. cattedra e armadi ).

Altro criterio vigente è quello previsto nel Decreto del Ministero dell’Interno ( norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica ) del 26/08/92 che , oltre ad indicare le caratteristiche dell’edificio, ha previsto “un massimo affollamento”  pari a 26 persone ad aula (compresi alunni, insegnanti, sostegno, ecc) ma senza indicare alcunché in merito alla superficie minima. Appare evidente che in caso di pericolo “l’eccessiva presenza di persone in edifici” impedisce l’esodo non permettendo una sicura, veloce e corretta evacuazione dell’aula e/o edificio in caso di emergenza; inoltre la mancanza di una determinata cubatura di aria pro capite può generare la trasmissione di malattie infettive (virus e batteri) e dei parassiti (pediculosi ) e cagionare in generale, danni alla salute per un non corretto ricambio d’aria. Da un punto di vista amministrativo tali eventi comportano la decadenza dalla validità del certificato di agibilità e del certificato di prevenzione incendi rilasciati sulla base della effettiva planimetria e delle dimensioni delle aule e della scuola .

Altra fonte normativa è  il D.M. n° 331 del 24 luglio 1998 ( disposizioni concernenti la riorganizzazione della rete scolastica, la formazione delle classi e la determinazione degli organici del personale della scuola) integrato dal D.M. n° 141 del 3 giugno 1999 (Formazione classi con alunni in situazione di handicap relativo alla formazione e determinazione degli organici) che stabilisce il numero minimo e massimo di alunni necessari per formare una classe: per gli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore le classi sono costituite da non meno di 25 alunni e non più di 20 alunni nelle classi delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, che accolgono alunni in situazione di handicap. Il D.M. n° 331 del 24 luglio 1998 non detta norme tecniche ma all’art. 18.5 demanda al Dirigente Scolastico la verifica della presenza di elementi obiettivi che rendono necessario costituire classi con un numero inferiori di alunni, qualora le aule ed i laboratori siano di limitate dimensioni.

Le disposizioni della legge finanziaria per il 2007 stabiliscono che il numero degli alunni per classe dovrà aumentare mediamente dello 0,4% ma “nel rispetto della normativa vigente”. Inoltre con l’entrata in vigore del D.M. 21/06/1996 n° 292 il Dirigente Scolastico, è stato ritenuto datore di lavoro ai sensi del D.Lgs.n° 626/94 con conseguente responsabilità dell’attività scolastica, essendo allo stato attuale destinatario di tutti gli obblighi ivi  compreso quello di ottemperare ai principi dell’igiene e sicurezza. Infine quanto alle responsabilità la mancata adozione delle misure alternative di garanzia di un equivalente livello di sicurezza anche in assenza di evento dannoso, comporta la violazione del co. 3 dell’art. 31, con sanzione penale a carico del Dirigente Scolastico da 3 a 6 mesi di arresto o di multa da tre ad otto milioni di ex lire (art. 89 del D.Lgs. 626/94 e succ. modifiche ed integrazioni). Sono possibili anche responsabilità a carico del docente su cui incombe in ogni caso l’obbligo di segnalare ufficialmente al Dirigente scolastico, le anomalie ed i rischi riscontrati nell’aula in cui svolge la propria attività, o durante le prove di evacuazione, alle quali obbligatoriamente devono partecipare gli insegnanti di classe in qualità di responsabili ( almeno due volte durante l’ anno scolastico). La violazione di tali obblighi può comportare responsabilità di tipo disciplinare, amministrativa, civile e penale.

Come si vede la legislazione c’è e copre ogni problematica: si tratta solo di conoscerla e di farla applicare.